Le statistiche dicono che sono molti i poveri del mondo, ma i poveri del mondo sono molti di più dei molti che lo sembrano.
La giovane ricercatrice Catalina Alvarez Insùa ha indicato un criterio utile per correggere i calcoli: 'I poveri sono coloro che trovano la porta chiusa', disse.
Quando formulò la sua definizione, lei aveva tre anni. L'età migliore per affacciarsi al mondo e guardare.(E.Galeano)

Il principale quotidiano finlandese "Helsingin Sanomat" oggi scrive:"Berlusconi, vergogna d'Europa".
Prima di tutto però, per me che sono italiana, è vergogna d'Italia e di italiani.
La Finlandia è un piccolo Paese (solo 6 milioni di abitanti) tuttavia stà nell'Unione Europea a pieno titolo e soprattutto con l'educazione che in tutto il mondo non fa notizia perchè è normale (sappiamo bene come si esprimono e si comportano i nostri Ministri della Repubblica).
Bene la Finlandia l'ha detto chiaro. Spero che sia l'inizio di un percorso di apertura degli occhi da parte di tutta la diplomazia europea. Troppa diplomazia può nuocere, all'Italia e all'Unione, che essendo una comunità non può essere lo zimbello di uno solo.
Quello che sta succedendo in Italia non è solo vergognoso. E' vomitevole e fa male al cuore. Il "bombardiamo le carrette con gli emigranti", proposto da Umberto Bossi anni fa, sta diventano una realtà. Molti degli emigrati respinti verranno uccisi, altri più fortunati finiranno in schiavitù. Si, queste navi che tornano in Libia è come se fossero bombardate.
Noi italiani siamo assefuatti al porcile governativo e sappiamo che può solo peggiorare. Ma chi guarda da fuori, chi non è direttamente coinvolto, l'allarme lanciato dalla Finlandia lo deve raccogliere. In Italia si stanno promulgando leggi razziali. Neanche tanto velatamente, la marmaglia fascista e leghista urla e dispone di molti mezzi di comunicazione. E anche a questa comunicazione nelle mani di uno solo deve dare un taglio.
Si svegli la comunità internazionale e con voce sola chiami l'Italia, Berlusconi e suoi tirapiedi con il loro vero nome. E soprattutto, prenda provvedimenti. Non vorrei un giorno, sentir dire "non avevamo capito". Nè tanto meno vorrei sentire "ubbidivamo agli ordini dello Stato" come fecero i nazisti al processo di Norimberga (poi furono tutti impiccati).
Se vi capita di vedere un cestino della monezza pieno di rifiiuti schifosi, metteteci sopra un cartello:
POSTO RISERVATO A SALVINI
`Abbiamo accolto tutti. Gli italiani, i portoghesi, i francesi, i tedeschi e anche i giapponesi´ - mi dice indicando un signore di Sâo Paolo con gli occhi a mandorla - e adesso ci umiliano. Noi non siamo mafiosi come gli italiani, siamo brava gente. Perche´ non ci fanno entrare? Perche´ ci chiudono la porta in faccia ?`
Italiana
In fila alla cassa del supermercato (Esselunga di Viale Piave cassa n.15, 25 settembre 2008, ore 16.40 circa). Davanti a me una signora peruviana sta pagando. La cassiera prende il biglietto da 5 euro che la signora le porge e lo rigira tra le mani. Lo gira e lo rigira. Allunga un mezzo sorriso. Chiama una collega, confabulano. Ridacchiano. La collega le indica il cognome XXX.
“XXX’ ripete la cassiera. “XXX ? ” ripete di nuovo. “Hai detto XXX ??? ”. Ride.
Compone un numero di telefono e riattacca.
Lo compone di nuovo e chiama dall’altoparlante il signor XXX’. Attesa. Attendiamo.
Tutto avviene con una lentezza esasperante. La signora peruviana si volta verso di me e solleva un sopracciglio. Ricambio sollevando un sopracciglio. Aspettiamo il signor XXX. La signora peruviana è tranquilla, non fa domande.
La cassiera mi consiglia di cambiare cassa. Non mi muovo, né si muove la signora in fila dopo di me. Prendo dal portafogli un biglietto da 5 euro pronta a scambiarlo con quello della signora peruviana nel caso il responso dica che il suo è falso.
Arriva il signor XXX, gira e rigira il biglietto tra le mani “Eh si – dice - Vado all’ingresso”. All’ingresso c’è l’ufficio. Torna (quasi correndo, alleluja!). Il biglietto è buono.
La cassiera, grassoccia e bruttina, non si scusa con nessuno, né per l’attesa né per il sospetto. Incassa il biglietto. La signora peruviana si volta verso di me. “Pantomima” le dico. “In italiano si dice pantomima”.
Non è mortale come una sprangata ma male, penso faccia male lo stesso.

…quel che R. sa…
R. è afgano, ha 26 anni e da uno vive in Italia. R. è un extra-comunitario, anzi un “clandestino”, perché pochi sanno quando uno straniero è comunitario o no, quindi per semplificare si dice “clandestino”.
R., anche se non è clandestino, fa inorridire la maggior parte degli italiani, in quanto extra-comunitario.
R. ieri sera ha fatto inorridire anche me.
Ho incominciato ad andare a scuola a 9 anni.
Nooove ????
Da noi non è come da voi. Da noi c’è la scuola , poi dopo 3 mesi si deve chiudere perché c’è la guerra, poi apre e dopo 6 mesi chiude perché c’è la guerra, poi apre e poi chiude, per via della guerra.
La guerra? Ma 17 anni fa, quando hai cominciato ad andare a scuola, c’era la guerra ?
Da noi c’è la guerra da 35 anni. Anche adesso c’è la guerra. Che guerra è quella di adesso ? Perché c’è la guerra ?
..…
C’è tutto il mondo nel mio paese
..…
E’ pieno di stranieri. Ci sono gli americani, i britannici. Anche voi.
Gad Lerner è uno dei pochissimi personaggi pubblici che non si vergogna a stare dalla parte dei Rom. Non ha paura dei Rom. Non cerca consensi offendendo i Rom. Non teme la lotta di classe.
Lui può esprimere il suo parere attraverso giornali e tv, e lo fa. Con coraggio.
Io la faccio dalle pagine del mio blog, che non se lo fila nessuno, inaugurato proprio con un post sui Rom, lo faccio per come sono capace.
E Gad è molto più bravo di me.
Mi/Vi affido alle sue parole per commentare quello che è successo ieri, qui in paese.
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/expo-2015/citta-vetrina/citta-vetrina.html
Appello per una giornata mondiale di azione globale
26 Gennaio 2008
Siamo milioni di donne e di uomini, organizzazioni, reti, movimenti, sindacati da tutte le parti del mondo; veniamo da villaggi, regioni, zone rurali, centri urbani; siamo di tutte le età, genti, culture, credi, ma siamo uniti dalla forte convinzione che
UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE!
Con tutta la ricchezza della nostra pluralità e diversità e le nostre alternative e proposte, lottiamo contro il neoliberismo, la guerra, il colonialismo, il razzismo e il patriarcato che producono violenza, sfruttamento, esclusione, povertà, fame e disastri ecologici, privando la gente dei diritti umani.
Per molti anni abbiamo resistito e costruito processi innovativi, nuove culture di organizzazione e di azione, dal locale al globale, in particolare partendo dalla Carta dei Principi del Forum Sociale Mondiale (WSF), da cui questo appello emerge.
Consapevoli della necessità di stabilire una nostra agenda e di aumentare l'impatto di queste migliaia di manifestazioni ed espressioni, ci impegniamo a rafforzare la solidarietà e convergenza tra le nostre lotte, campagne e costruzioni di alternative ed alleanze.
Ci impegniamo per una settimana di azione comune che culminerà in una Giornata di Mobilitazione e Azione Globale il 26 Gennaio 2008.
Con la nostra diversità che è la nostra forza, invitiamo donne e uomini ad attivarsi per quella settimana con azioni creative, attività, eventi e convergenze focalizzati sulle questioni globali ed espresse nei modi che scelgano.
AGIAMO INSIEME PER UN ALTRO MONDO !
Milano
Sabato 26 gennaio 2008
GIROTONDO IMPERTINENTE
contro il razzismo e per i diritti dell'infanzia
Le associazioni e i movimenti anti-liberisti che aderiscono al Forum Sociale Mondiale organizzano una catena umana intorno a Palazzo Marino contro l'ordinanza del Comune che nega l'iscrizione dei figli di stranieri senza permesso di soggiorno alle scuole materne e in difesa della Convenzione Onu sui diritti dei bambini e delle bambine.






Nella comunità Latina residente in Italia ci sono molti devoti al Senor de Los Milagros che viene celebrato verso la fine di ottobre, in Perù come a Milano.
Le celebrazioni seguono un percorso fatto di preghiere, incontri ecumenici, una messa e la processione, l’ultima domenica del mese.
L’anno scorso la messa è stata celebrata addirittura nel Duomo alla presenza del Cardinale.
Però non è che si può sempre dare il Duomo a una comunità straniera, quindi quest’anno la messa si celebra all’esterno (all’interno non c’è spazio per tutti) della chiesa di Santo Stefano, in quota alla comunità Latina. Nel Duomo, di nuovo, tra due anni.
Rimane il sogno nel cassetto che a tutte le comunità straniere residenti nel nostro paese venga concessa la stessa libertà di praticare serenamente la propria religione.
Aspettiamo il miracolo.

preparativi della processione
C’è una novità nel mondo della migrazione che non riguarda il problema “stranieri=delinquenti” bensì l’occasione “stranieri=spremiamoli come limoni”. Il panorama è questo: 1) gli emigrati guadagnano dei soldi. 2) gli emigrati mangiano. 3) gli emigrati fanno i bambini. 4) gli emigrati spesso non parlano l’italiano. E la novità dov’è ? Non c’e’. O meglio, non tutti la vedono. Sommando i 4 elementi la vede il consulente di marketing che passa l’informazione al signor Ferrero (produttore di Duplo, Kinder, Tronky, ecc.) che la passa all’agenzia di pubblicità che ingaggia i traduttori.
E il target è catturato.

Gli emigrati possono continuare a non conoscere l’italiano e il signor Ferrero può dormire il sonno dei giusti: lui, gli stranieri, li ha integrati.
Scrive, nel suo blog, il Purificatore d’Italia:
“Un Paese non può vivere al di sopra dei propri mezzi. Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L'obiezione di Valium è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? Migrazioni selvagge di persone senza lavoro da un Paese all'altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom.
E' un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Si poteva fare una moratoria per la Romania, è stata applicata in altri Paesi europei. Si poteva fare un serio controllo degli ingressi. Ma non è stato fatto nulla.Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? Chi paga per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari.Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati.”
Il grassetto è suo. Valium è Romano Prodi.
E’ scritto nella Dichiarazione Universale di Diritti dell’Uomo:
Articolo 7 ”Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.”
Articolo 13 “1.Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. 2.Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese. “
Potrei scrivere un “Vaffan…” a Beppe Grillo ma non mi piace il suo stile e non lo voglio usare né con lui né contro di lui. La sua riflessione, o qualcosa di simile, me l’ aspettavo, così come probabilmente se l’aspettava il suo pubblico, per questo suppongo l’abbia ben ragionata e non ribatto se non ricordandogli che esistono anche i “diritti umani”. Poca cosa. Adesso il Beppe Grillo recupererà un po’ di consenso anche dalla classe politica italiana e potrà infilarsi più o meno in qualsiasi partito, a meno che voglia fondare il Vaffan..Party ispirato al Roma Ladrona Party.
E con questo cala il sipario su Beppe Grillo nel blog di Fabyd.
Non ricordo quando sono stata in Svizzera, né dove sono stata, né perché. In ogni caso non credo che tornerò. La Svizzera è un paese eclettico, sai come entri e non sai come esci. Il governo svizzero ha approvato una legge che consente alla polizia di usare Taser (pistole elettriche paralizzanti), cani e manette ai piedi (piedette ? catene?) per espellere i ‘clandestini’. Se li tengano i loro prati verdi, le mucche, le banche, il cioccolato e pure gli orologi. Si costruiscano pure un bel muro per proteggersi dai clandestini, lascino solo un varco per venire a buttare la loro mondezza in Italia. Un bel muro alto alto, così siamo sicuri di non vederli più.
Prima di lasciarci Angelo Dell’Orto, detto Romulett, mi ha raccontato questa storia:
“Dalle parti di Viale Sarca, non lontano dalla Villa Torretta, c’era un accampamento di zingari. Gli uomini lavoravano il rame, producevano utensili da cucina per le donne, attrezzi da lavoro per gli uomini e pentole, pignatte, recipienti di ogni tipo, prodotti molto ricercati per la qualità della loro fattezza. Il rame, modellato col fuoco, aveva bisogno dell’acqua per essere raffreddato. Nell’accampamento l’acqua non c’era, così gli zingari chiamavano i bambini che vivevano nella Villa Torretta, mettevano sulle loro spalle delle piccole taniche di ferro con delle bretelle tipo zainetto, i bambini le riportavano piene d’acqua e ricevevano in cambio qualche centesimo che per Romulett e i suoi amichetti erano una vera ricchezza. La sera, dopo una giornata di lavoro, gli zingari, con i loro strumenti musicali, si trasferivano nel cortile della Torretta dove ballavano e suonavano fino a notte, mentre la gente della Torretta, in cerchio intorno a loro, li guardava incantata”.
Tanta acqua è passata sotto i ponti. I bambini sono cresciuti, invecchiati e molto non ci sono più. La Villa Torretta è stata ristrutturata, gli affreschi restaurati, i muri esterni ridipinti di un colore giallo pallido (“il colore del frumento che si coltivava intorno” mi ha spiegato un anziano) e oggi è un hotel con molte stelle, sale congressi e un bel giardino.
E gli zingari? Si chiamavano Caldarari gli zingari che lavoravano il rame. E Aurari quelli che lavoravano l’oro, i Rudari lavoravano il legno, i Laudari erano musicisti. Portavano il nome della loro arte. Oggi si chiamano “i rom”. La modernizzazione ha distrutto i loro mestieri, la cultura diffusa non ne riconosce i codici e lo stile di vita. Oggi “i rom” sono il gatto nero portatore di sciagure, il capro espiatorio di ogni paura individuale o collettiva. Oggi sono il lupo cattivo cui non si può dare dimora, con cui non si condivide l’acqua, il corpo estraneo da cancellare, se necessario, col fuoco.
La persecuzione, ragionata e irragionevole, contro questo popolo indifeso rievoca la persecuzione contro un altro popolo finita tragicamente. Eppure, dopo lo sterminio di quel popolo, tutti dicevano “mai più”. Dopo.
