NUOTANDO : l'acqua
Eccomi ad inaugurare un manuale di resistenza (“nuotando”) a questa Italia impazzita che ha scelto una banda di corrotti avanzi di galera ignoranti picchiatori fascisti ce-l’ho-duro codardi per fargli governare il nostro povero Paesello. Ben vi sta, scellerati italiani, ma io che c’entro? Niente. Quindi ? Resisto.
° ° ° acqua ° ° °
Un problema globale. Molti non hanno accesso all’acqua. Moltissimi non hanno accesso all’acqua potabile. Meno sono quelli che ne hanno tanta , la usano comodamente e ne abusano.. Per l’acqua di combatte, si stringono alleanze politiche. Israele importa l’acqua dalla Turchia che la prende nel Kurdistan turco dove nascono i più grandi fiumi della Mesopotamia…blablabla. Ma non è di questo, al momento, di cui mi voglio occupare, bensì dell’acqua minerale in bottiglia:
Le aziende che la imbottigliano, per il suo sfruttamento, pagano commissioni ridicole allo Stato per un bene che è di tutti
E’ piena di batteri
Il contenitore è di plastica. Quanto petrolio occorre per produrre miliardi (si, miliardi) di bottiglie di plastica ? Quante centinaia di anni occorrono perché Gaia (il nostro bel pianeta) metabolizzi questa quantità abnorme di plastica ?
Quanto petrolio occorre per trasportare le bottiglie dal produttore al distributore, dal distributore al venditore al dettaglio, dal venditore al dettaglio al consumatore ?
Quanti consumatori vanno al supermercato in macchina solo per “portare l’acqua” ?
Esclusa ogni possibilità che questa Banda di Banditi prenda qualche provvedimento in favore di Gaia o dei consumatori ,meglio auto-organizzarsi: ACQUA IN BOTTIGLIA ? NO, GRAZIE ! (se poffà)
…e al ristorante ? solo acqua del rubinetto (in brocca, plis)

http://www.altreconomia.it/acqua/
P.S. Tutta questa pioggia farà bei ai miei geranei ? Mentre li guardavo sconsolata si è affacciato al balcone il mio vicino di casa, ha raccolto l’acqua piovana che abbondava nei suoi sottovaso e l’ha travasata nell’innaffiatoio. Buona idea.
Piovve per quasi cinque anni, su Macondo...
Era così sorprendente la loro forza d’animo davanti alle macerie dei tavoli da gioco, delle bancarelle della frittura, delle bancarelle del tiro a segno e della viuzza dove si indovinava il futuro e si interpretavano i sogni, che Aureliano Secondo chiese con la sua solita sgarberia, di che trucco misterioso si erano valsi per non naufragare nella tormenta, come diavolo avessero fatto per non affogare e , uno dopo l’altro, di porta in porta, gli ricambiarono un sorriso astuto e uno sguardo trasognato, e tutti gli diedero, senza mettersi d’accordo, la stessa risposta: - Nuotando -
(G.G.Marquez- Cent’anni di Solitudine”)