Ho messo nel bloghino il banner contro la cappa, quella stupida, perché ci sono anche le cappa belle e sono tante. Un assaggino:
Kalili (persona). E’ il mio allievo alla scuola di alfabetizzazione per stranieri. Pensiamo (io e lui) che abbia vent’anni. Ha raggiunto l’Italia via mare dalla Libia, non mi ha detto come abbia raggiunto la Libia dal Gambia, il suo paese. Meglio così, sarebbe un racconto angosciante per entrambi. Parliamo in inglese. A turno ci guardiamo con aria di compatimento pensando”che schifo di inglese che parli”. Abbiamo ragione, però ci capiamo sempre. Kalili è un bravo allievo, si impegna, ha voglia di imparare. Kalili ha i capelli neri neri gli occhi neri neri la pelle nera nera. Quando è molto concentrato tira fuori leggermente la lingua rosa rosa, e io ho un sussulto.
Karma (boh!). Azione, in sanscrito. Di solito si parla di “legge del Karma o “legge di causa-effetto”, secondo la quale, in parole molto povere, noi umanoidi siamo il prodotto delle nostre azioni precedenti ed è meglio stare attenti a come ci comportiamo perché...raccogliamo quello che seminiamo. Da non sottovalutare.
Khaled (musicista). Presente Aisha ? e C’est la nuit ?. Lui.
Jeremy Rifkin (ambientalista). Dimostra scientificamente come il genere umano si stia distruggendo insieme al Pianeta e senza chiedergli il permesso. Il suo tormentone è l’energia. Quanta ne usiamo, quanta ne sprechiamo, quanta non ne avremo più a breve, quanto sarebbe meglio usare quella che non provoca danni, quanto sarebbero ancora meglio usarne meno, molto meno. Spiega:“Ogni singolo atto che si compie al mondo ha subito l’influenza di tutto ciò che è avvenuto prima e a sua volta influenzerà tutto ciò che viene dopo. Così ognuno di noi fa parte di un continuum e incorpora nel suo esistere ogni realtà precedente mentre rappresenta, nel suo divenire, tutte le possibilità future.” Sembra la legge del karma ma è la seconda legge della termodinamica.
Ahmadou Kourouma (scrittore). In un suo romanzo ho imparato che cos’è un griot. Voglio essere un griot.
Michail Afanàs’evic Bulgakov (scrittore). Solo i migliori sono riusciti ad imitarlo. Ha dato vari motivi per amarlo. Io ho scelto il Maestro e Margherita.
L’ameriKano (film). Ispirato al reale rapimento di un agente CIA da parte dei guerriglieri uruguayani, parla dell'appoggio dato dagli USA ai regimi totalitari del Sudamerica. Fu girato in Cile poco prima del golpe di Pinochet, appoggiato, anche questo, dal governo di Washington. Un film più reale del re. La cappa del titolo è compresa nel biglietto.
xxxKxxx (…). Anonimo, se no mi accoppa. Un grande. Parola di Fabyd.
Ryszard Kapuscinski (giornalista). E’ nato in Polonia ma quando e’ morto era nato in Bielorussia a causa delle bizze della Storia la quale principalmente sono i Potenti. Ha lasciato un’eredità di inestimabile valore. Apro a caso una pagina di un suo gioiello (Lapidarium) e leggo “La televisione trasmette la sua versione degli avvenimenti e perfino la sua visione del mondo, della politica, della storia. Il guaio è che questa comincia a essere l’unica versione dei fatti (…). Sempre più, quindi, ci facciamo un’idea del mondo basata non sulla conoscenza dei fatti e dei processi che li determinano,ma sulle immagini televisive di quegli eventi; vale a dire su una loro versione interpretata e propinata all’utente, pronta da guardare e da prendere per buona”
Khawuleza (canzone). Scappa, mamma in lingua zulu. Cantata da una principessa negli anni dell’Apartheid quando i neri, oltre le discriminazioni razziali, subivano le persecuzioni violente e la repressione sanguinosa della polizia. Da chi deve scappare la mamma, è facile capire.
Miriam Makeba (cantante). La principessa di cui sopra. Ha fatto della musica il suo strumento di lotta in difesa degli oppressi. A causa della sua battaglia in favore dei diritti civili dei neri fu condannata all’esilio dal suo paese, il Sudafrica. Ha cantato le sofferenze e il calore dell’Africa, con amore e passione. Pata Pata l’ha resa immortale.
Girovagando nella mia memoria alla ricerca delle cappa che amo, non ho scovato nulla nella mia amata India. Ho notato che le cappa si trovano principalmente in Africa e nel mondo slavo. E in Italia? Niente ! W la C !
Gdansk