tante o poche ,,, grazie a tutti !
Che mi piace guardare una foto. E sorridere.
Non c’è più la foto. E’ cambiato il template, e sono sparite anche piccole cose che rimetterò appena scoprirò come si fa.
Ed è cambiato il nome del blog, che si chiamava Il Blog di Fabyd’ una tautologia, come chiamare cane il proprio cane o gatto il proprio gatto e via banalizzando. L’ho rinominato (in questo blog non-credente non ci sono battesimi né ri-battesimi) Bokeh, un nome più adatto a me e al mio foglio bianco. E’ una parola inventata quindi ognuno la può pronunciare come gli pare. E’ una di quelle tante parole che compongono il linguaggio fotografico. Consiste nella scelta della messa fuoco e dello sfuocato. Ovvero, quello che si vuole evidenziare o sfumare nell’inquadratura. Si può scegliere di scattare una foto senza Bohek e allora tutti particolari saranno ben visibili o di mettere a fuoco uno o più dettagli su cui l’occhio di chi guarda si deve soffermare e sfumare il resto. Ne consegue un messaggio. Non c’è un Bokeh giusto o sbagliato. Non ci sono condizioni in cui è obbligatorio il Bokeh e a altre in cui è vietato. E’ una libera scelta di chi racconta, pardon, di chi scatta la foto. In questo caso io. [terza e ultima parte]
Dicevo che ho inaugurato il blog scrivendo di Rom. Tuttavia la mia intenzione non era di parlare solo di quello, pensavo di scrivere pensieri e parole opera del mio ingegno, non risposte a qualcosa o qualcuno. L’ho fatto poco, molto poco. Le brutture che si sono succedute in questi due anni nel nostro povero Paesello mi hanno portato a parlarne, per rabbia, con rabbia, e mi hanno portato fuori da me (e di me). E’ questa una delle tante cose che non perdono a chi, da anni, sta picconando il nostro povero Paesello. Insulti e attacchi alla parte migliore della nostra società, che sia Rita Levi Montalcini o la nostra Costituzione o una precaria o una sentenza. Un linguaggio volgare, parole odiose ripetute all’infinito contro quanto di buono e bello i nostri padri fondatori hanno costruito per noi. Attacchi che richiedono prese di posizione e proteste continue, la necessità di tenere l’attenzione puntata su altro da me. Certo il Paesello è anche mio ma, da cittadina che fa il suo dovere, pago perché altri se ne occupino in vece mia. Non basta non è bastato e chissà fino quando non basterà. Mentre io, tra scrivere nel mio blog il nome di Gasparri e il mio, preferirei scrivere il mio. [parte seconda-continua]
Fa 2 anni precisi che ho scritto il mio primo post: scrivevo in difesa dei Rom. Era un periodo terribile per loro, campi bruciati e persecuzioni, un vero e proprio odio razziale. Pensavo che col dialogo e il ragionamento si potesse trovare una decorosa forma di convivenza. Per questo avevo scelto come immagine del mio blog il ponte di Mostar. Era una foto notturna che pensavo di sostituire con una foto scattata di giorno, luminosa, quando i tempi sarebbero stati migliori.
Sono passati 2 anni, l’odio razziale è stato legittimato da leggi razziali, contro tutti i non italiani. Leggi che rinnegano diritti normali come il diritto di emigrare (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo) il diritto all’asilo per chi fugge da guerre e persecuzioni (Convenzioni di Ginevra) o, senza stare a scomodare prestigiose Leggi Internazionali, leggi che negano l’accoglienza per chi è in difficoltà. Un attacco feroce a una parte della grande famiglia umana, e al mio ponte. E chi colpisce una parte della grande famiglia umana, la colpisce tutta. E il ponte l’ho tolto. Fine del dialogo.
[parte prima-continua]
Namaskar नमसà¥à¤¤à¥‡
Negli anni ’60 ha introdotto lo Yoga in Italia. Seguendo un’intuizione, rivelatasi geniale, di cui molti, tra cui io, non finiranno di essergli grati. E non deve essere stato facile, nell’Italia bigotta e retrograda di quegli altri, proporre, per vivere meglio, parole in sanscrito, posizioni del corpo inusuali, respirazioni controllate, meditazioni fatte non di pensieri (come dice la pubblicità) ma di silenzio. Eppure con pazienza e devozione, per decenni, ha proposto questo, ignorando i detrattori e le calunnie. Ha aperto una nuova strada, offrendo una possibilità a noi occidentali nevrotici paralizzati dal mal di vivere. E l’ha fatto con amore, mettendoci anche in guardia dai rischi del fanatismo. “Lo Yoga è una scienza e insieme un’arte, entrambe suggestive e profonde” diceva. Fino all’ultimo si è prodigato per diffondere uno Yoga libero da dogmi e verità indiscutibili, accessibile a tutti. Questa era la sua missione.
Noi allievi avevamo una profonda stima di lui, e lui di noi. Imparavamo da lui e qualcosa anche lui da noi. Ci accompagnava con umiltà e una sottile ironia, sdrammatizzando il suo ruolo e le nostre paranoie.
Gli raccontavamo tutto e gli attribuivamo poteri soprannaturali.”mi ha letto nel pensiero”,”era come se già lo sapesse” - dicevamo. Sciocchezze. Era semplicemente la sua capacità di capire l’animo umano e le sue difficoltà, per questo la parola che arrivava da lui era sempre quella giusta al momento giusto. E mai una di troppo, a meno che non fosse di incoraggiamento o di aiuto a sciogliere un nodo.
Se camminando mi accorgevo di essere un po’incurvata o di avere le sopracciglia accartocciate mi rilassavo subito perché sapevo cha a lui non sarebbe piaciuto vedermi così. Un maestro può fare anche questo per te: renderti più bello.
Se ne è andato ma non ci ha lasciati nel buio. Ci sono luci che non si spengono. Il suo Istituto si chiamava Adity, come acronimo di Associazione Diffusione Italiana Tecniche Yoga, Adity come le divinità solari dell’Induismo.
Mi è difficile parlare del mio Maestro e di cosa sia stato per me. Mi mancano le parole, i pensieri si confondono e scivolano con le lacrime. Allora affido l’ultimo ricordo ad una dottoressa indiana che disse di lui “Il Maestro Carlo Patrian è come un grande albero carico di frutti che tende i suoi rami verso il basso perché tutti possano raccoglierli”. Questo era il mio Maestro.
Che la terra gli sia lieve.
... fa un anno che...
Tra un quarto d'ora potrò dire che ho scritto il mio primo post del primo blog della mia vita un anno fa, mentre un quarto d'ora fa ho scoperto che uno dei miei blog preferiti chiude. Non è il primo. Negli ultimi tempi molti hanno lasciato il blog che conoscevo (magari esistono ancora sotto mentite spoglie). Altri non lo aggiornano da tempo. Mi spiace. Erano pochi blog che avevo scelto tra migliaia, perchè sono più amica della qualità che della quantità e mi piace 'tenere un contatto'. Li leggo quasi tutti i giorni anche se commento poco. La maggior parte ha lasciato il blog senza dare spiegazioni. Giusto, in fondo se un blog è un pò un diario, fà dentro e fuori da un cassetto per volare, magari, un giorno, dalla finestra e chi si è visto si è visto. Anche io ho avuto la tentazione di chiudere perchè passo molto più tempo qui. Però no, per ora no. Mi prendo il mio tempo. Scrivo quando mi va. Si, va. E magari ci metto una foto. Quando mi va.
Il quarto d'ora è passato. Compleanno :-)
se ne va...

... poi torna
Brillante weblog 2008
Ho ottenuto il premio "Brillante weblog 2008" da http://slasch16.splinder.com., per i blog “che risaltano per la loro brillantezza sia per i temi che per il design con lo scopo di promuovere, tra tutti, ancora una volta, la blogsfera nel mondo.
Lo leggo tutti i giorni, per primo al mattino, il blog di Slasch16 che ritengo uno dei più interessanti e lo consiglio sia per leggere nella loro interezza (e nella loro reale realtà) le 'notizie' che ci accadono intorno sia per divertirsi con la sua ironia, oggi più che mai necessaria.
Accettando il premio, accetto le regole del gioco, che instaurano una simpatica catena di segnalazione di blog di qualità.
Assegno il premio a:
www.rusko.splinder.com visionario come un vero artista, pungente come un'apina orgogliosa
http://lofaanchebaricco.splinder.com Robi sa ascoltare l'intelligenza dei bambini e sa raccontarla con poesia. Dal suo blog imparo.
http://zulawskiego5.splinder.com una scrittura ricca e lieve per raccontare piccole grandi storie (vere)
http://mircomirco.splinder.com mi sa che è già strapremiato, ma chissene frega, mi mette di buon umore e lo ri-premio. Tiè.
http://qwe.splinder.com per viaggiare lento nella vita, guardandosi intorno
http://qualcosadelgenere.splinder.com spudorato irriverente sfrontato geniale
in verità i blog che ho tra i contatti mi piacciono tutti e a tutti voglio bene. Io mi fermo qui ma consideratevi tutti premiati.
…non nuoce gravemente alla salute…
Il tabaccaio mi informa che le sigarette sono aumentate di 10 centesimi.
Bene – dico io – entro 5 anni il costo raddoppierà e arriverà a 7 euro.
Ma no – dice lui – caso mai le porteranno a 5 euro come in tutti paesi europei
Ma no – dico io – arriveranno a 7 euro in 5 anni, se no come fa Berlusconi a tagliare le tasse ai ricchi o addirittura a dire di non pagare le tasse ! Come fa ad apparire l’uomo dei miracoli ? Dove li prende i soldi ?
Il tabaccaio mi guarda col sorrisetto ironico di chi pensa ‘ah la solita antiberlusconiana’
Nel 2001 le sigarette che fumavo costavano 3.600 lire, alla fine del 5 anni di governo (si fa per dire) Berlusconi le stesse sigarette costavano 3.60 euro. Il doppio.
Nel 2006 è arrivato Prodi. In due anni le sigarette sono aumentate di 10/20 centesimi.
Nel 2008, quando è tornato Berlusconi le sigarette che fumavo costavano 3.50. Oggi, due mesi dopo quel tragico evento, costano 3.60.
Chi fuma sia considerato un benefattore, plis.
... a Milano
lontano dalla città della moda
lontano dalla clinica degli orrori
lontano dai cantieri dell'Expo
lontano dallo sgombero del Leoncavallo
lontano dall'emergenza sicurezza
nei cortili
succede questo ...

piccolo pomodoro

hoya carnosa
di un co®netto famoso e delle strade in salita
Il Cornetto Algida è uno dei gelati più antichi, me lo ricordo da sempre. E’ diventato nel tempo, più piccolo, anzi più piccolino. Unico cambiamento in tanti anni. Attualmente il prezzo oscilla tra 120 e 180 centesimi di euro, a seconda di dove lo si compra.
Non so da cosa prenda il nome. Certo non dalla forma che non è cornica ma conica (senza la R), come il classico gelato, il tradizionale cono. Da qualche parte arriverà ‘sto nome ma io non lo so. Fa niente.
In superficie ha uno strato di granella di nocciola mista a miele e qualcosa d’altro che la rende compatta e dura. Si sgranocchia. Il sapore è gradevole e dura poco.
Terminata la deliziosa copertura inizia un impasto bianco doppio-candeggio, gusto di freddo, consistenza né dura né morbida, masticabile. Si mangia con disattenzione, non appassiona, si morde avanzando verso la fine senza entusiasmo, un morsetto dopo l’altro, senza guardarlo. Davvero non si può dire che sia una cosa buona. Si procede. Se non fosse per i minuscoli pezzi di biscotto che si infilano tra i denti non si avrebbe la sensazione di mangiare, un gelato poi…
E allora perché un Cornetto Algido e non qualcosa di più goloso ?
Il cono si restringe, sia a causa dei morsi che della suddetta forma. Mancano un paio di centimetri alla fine quando gli occhi distratti tornano a puntare quel che resta del gelato. E avviene il contatto, o miracolo, che dir si voglia. Il pastone bianco finisce e lascia il posto a un pezzetto di cioccolato fondente, che nel morso si amalgama alla cialda. La materia si fa estasi mistica. Due bocconi di paradisiaca beatitudine. Per una manciata di secondi.
Dopo questo spot, che non mi porta nessun ma nessun guadagno, mi sorge una domanda:
che sia, il Cornetto Algida, una metafora della vita?
amori non ricambiati
Lei lo teneva tra le braccia, non stringeva troppo nè troppo poco, o almeno, a lei così sembrava. Ma a lui non piacque, nè così nè cosà. Si liberò e si lasciò scivolare verso il basso, sul piede di lei, fino a ghigliottinarle un'unghia. Il tavolino.
Viaggia la luce delle stelle morte, e grazie al volo del loro fulgore le vediamo vive.
La chitarra, che non dimentica chi è stato il suo compagno, suona senza il tocco della mano.
Viaggia la voce che, senza la bocca, continua a essere.

Amici e amiche che ancora amate le cose di qualità aiutateci a difendere Flickr dall'intrusione dei video !!!
Flickr è una comunità internazionale (bellissimo) di appassionati di fotografia, aperta a tutti, c'è quello che pubblica le foto dei suoi piedi e quello che pubblica tramonti mozzafiato che ti sembra di vero Dio, ci sono foto elaborate (con gran diletto e creatività dell'autore) e bianco/nero emozionanti. Ci sono foto da ogni angolo del mondo e si imparano cose nuove e ci sono foto della società civile dei paesi dove la libertà di espressione ha un prezzo impagabile. Insomma c'è il mondo a 360 gradi. E' un sito dove esprimere la propria creatività o la propria gioia o la propria rabbia. C'e' posto per tutto e per tutti. Un posto semplicemente democratico.
E intorno a Flickr è nata una comunità che parla tutte le lingue, chi vuole parla la sua, chi vuole parla inglese e chi vuole non parla e lascia che siano le sue foto a parlare per lui. Ci si conosce così, così ci si scambiano consigli , critiche e complimenti. Minimo comune denominatore : la fotografia. Un gioco,un'arte che non ha spazio altrove.
Introdurre i video vuol dire farne un sito di quelli dove ogni schifezza va bene e più è schifezza e più fa scalpore. Non vorrei toccare note dolorose nè offendere nessuno ma si sa che quando succede qualcosa di trucido si va subito a cercare il Myspace l'Youtube il Facebook delle persone coinvolte
"Come le foto ma in movimento" è il claim scelto da Flickr per far digerire l'infamia ai suoi utenti. Niente di di più offensivo sia per chi ama la fotografia sia per chi ama i video. Un'autentica tamarrata.
Per favore, firmate la petizione !!!
http://www.petitiononline.com/novidr/petition-sign.html
