Bokeh

di Fabyd
lunedì, 21 luglio 2008

... parabole e iperboli ...

Quando sono entrata in questo cortile per un attimo ho pensato di essere al Cairo perchè al Cairo mi aveva colpita la quantità di parabole che copriva le case, ma non è solo per questo.

Siamo a Milano, il condominio è abitato principalmente da nord-africani e avrebbe bisogno di  lavori di restauro, come tutti i condomini abitati da emigrati. I proprietari degli appartementi non ci vivono, incassano i soldi degli affitti, altro non vedono. Se i muri sono scrostati, le facciate annerite, le persiane pericolanti la colpa è degli extra-comunitari. Nella mentalità corrente.

Capisco che l’arrivo di molte persone straniere, che parlano altre lingue e aumentano la densità abitativa, alterano inevitabilmente il tessuto sociale e questo può creare sbandamento, ma nulla, nulla mi sembra sia stato fatto perché i nuovi cittadini venissero accolti  con comprensione e soprattutto adeguando i servizi nei quartieri . Anzi si è buttato fango su di loro e si dicono molte menzogne. Una di queste è che gli extra-comunitari portano il degrado e gli appartamenti si deprezzano. La verità è un'altra: gli emigrati, per questioni economiche, vivono nei quartieri più periferici, più poveri, più a buon mercato, quelli dove il degrado è la norma e soprattutto è di gran lunga precedente al loro arrivo.La foto l'ho scattata in uno di questi quartieri.

Prima che arrivassero gli extra-comunitari nella via principale, c'era il centro di spaccio cittadino, con micro e macro criminalità e altri ovvii disagi per i residenti. Ma questo se lo sono dimenticati tutti. Così come era dimenticato il quartiere. Tuttavia le proteste dei cittadini, se c' erano, erano inascolate. Non come oggi. Chi vive in questi quartieri riceve la solidarietà di tutta la cittadinanza contro la presenza (anzi, invasione) straniera. L'autobus che percorre il lungo viale è considerato off-limits dai milanesi. Io lo prendo ogni tanto di sera, guardo con simpatia i pochi passeggeri italiani e so che gli stranieri a bordo sono persone che tornano a casa dopo una giornata di lavoro: cioè lavoratori. Mi sembra tutto molto normale e non ho paura. Non come i residenti che sopportavano gli spacciatori e oggi temono una parrucchiera cinese.

postato da: masuria alle ore luglio 21, 2008 00:13 | link | commenti (14) | commenti (14)
categorie: italiani, cronache milanesi, il lupo nero
lunedì, 07 luglio 2008

 se non rubano non esistono

Non c'erano televisioni nè giornalisti ad assistere alla civile protesta di un gruppo di Sinti Italiani contro le schedature razziste

postato da: masuria alle ore luglio 07, 2008 17:56 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: il lupo nero
venerdì, 04 luglio 2008

postato da: masuria alle ore luglio 04, 2008 01:35 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: vita migrante, il lupo nero
venerdì, 06 giugno 2008

di un paese alla deriva

"La nostra famiglia, tutta la nostra famiglia - spiega Bezzecchi - è italiana, abbiamo i documenti, lavoriamo, paghiamo le tasse, luce e acqua, i nostri figli vanno a scuola. In comune, dove ho lavorato per 23 anni, e in prefettura lo sanno perfettamente. Arrivare all'alba, circondare il campo e illuminarlo con le lampade, svegliarci e metterci in fila e fare la fotocopia del nostri documenti è stato molto più che umiliante. Sanno chi siamo, conoscono la famiglia Bezzecchi, mio padre è medaglia d'oro al valore civile. Perché questo blitz di evidente matrice razziale?".

E'un fatto che il primo atto ufficiale del commissario per i rom di Milano è proprio il monitoraggio della famiglia Bezzecchi, Rogoredo, Milano. "Sono arrivati alle cinque e mezzo - racconta Giorgio - hanno circondato il campo, lo hanno illuminato, sono venuti casa per casa, roulotte per roulotte, ci hanno svegliato, ci hanno fatto uscire, hanno fotografato le case e poi i nostri documenti. Hanno finito intorno alle sette e mezzo. Io credo - aggiunge Bezzecchi - che tutti debbano sapere e capire cosa sta succedendo: sono italiano, sono cristiano e sono stato schedato in base alla mia razza. Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani".

"Noi siamo sinti italiani registrati all'anagrafe quindi non capisco cosa debbano censire visto che già esistiamo. Più in generale - lo dico perché ho lavorato per 23 anni all'Ufficio nomadi del comune di Milano - il censimento già esiste dei campi autorizzati. A Milano ci sono tra i 5 e i 5.500 nomadi". Una discriminazione, quindi, "anche se presentata come positiva".

Sessanta anni fa, ricorda Bezzecchi, usciva la rivista "La difesa della razza" di Guido Landra, furono approvate le prime leggi razziali, poi i primi rastrellamenti. "Mio nonno fu portato a Birkenau ed è uscito dal camino... Mio padre fu portato a Tossicia ed è tornato indietro. Stamani lo hanno svegliato all'alba e lo hanno messo in fila. Io oggi, italiano e sinti, dico vergogna".

Ho conosciuto Giorgio il 27 gennaio alla manifestazione in occasione del Giorno della Memoria della Shoah. Mi ha raccontato la storia della sua famiglia, del papà e del nonno perseguitati dai nazi-fascisti e di suo papà, cittadino italiano sinti sopravvissuto, costretto a firmare il Patto di Legalità.
Che bello se tutti (tutti)  i cittadini italiani fossero obbligati a firmare il Patto di Legalità!
Ancora una volta ci renderemmo ridicoli agli occhi del mondo intero, ma forse riusciremmo ad essere finalmente un paese per bene.

27 gennaio 2008 - Giorno della Memoria - Il Sig.Giorgio  Bezzecchi dietro allo striscione dell'Opera Nomadi

postato da: masuria alle ore giugno 06, 2008 14:17 | link | commenti (17) | commenti (17)
categorie: memoria, italiani, il lupo nero
giovedì, 15 maggio 2008

allarme italiani

Ho inugurato il mio blog con un post sui Rom. Sono passati un pò di mesi e non solo non si è trovata un pò di ragionevolezza nell'affrontare la situazione ma, al contrario, l'odio razziale è uscito da ogni controllo. O meglio, c'è chi, da neanche tanto lontano, controlla che il fuoco bruci bene, che il fuoco bruci tutte le baracche che i Rom pagano 50 euro al mese alla Camorra.

A subumane azioni (e non reazioni)  c'è chi si frega le mani, ragioni politiche e/o ragioni di speculazioni edilizia (a Napoli le aree 'occupate' dai campi Rom servono ai soliti noti) permettono una violenza che fa spettacolo, e dà il consenso a leggi durissime  di polizia, a soluzioni estreme. Di matrice razziale. E sappiamo cosa vuole dire, è roba  già vista.

Non mi aspetto che la gente (la povera gente) frustrata ma mille problemi e difficoltà, che usa il fuoco contro chi è messo ancora peggio, capisca quello che fa.  Nè mi aspetto, ormai, che ai Rom venga concesso il diritto di parola o che si dica chi davvero rapisce i bambini.

In questa situazione ormai drammatica, mi aspetto che chi assiste a questa pulizia etnica senza cercare soluzioni umane, si prenda la responsabilità del danno che sta provocando al paese.

http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_15/imarisio_camorra_rom_pulizia_etnica_2fe33d40-2241-11dd-8bc7-00144f486ba6.shtml

postato da: masuria alle ore maggio 15, 2008 10:07 | link | commenti (19) | commenti (19)
categorie: il lupo nero
venerdì, 18 aprile 2008

The lion sleeps tonight ?

postato da: masuria alle ore aprile 18, 2008 20:01 | link | commenti | commenti
categorie: vita migrante, il lupo nero
mercoledì, 02 aprile 2008

Rom

Gad Lerner è uno dei pochissimi personaggi pubblici che non si vergogna a stare dalla parte dei Rom. Non ha paura dei Rom. Non cerca consensi offendendo i Rom. Non teme la lotta di classe.
Lui può esprimere il suo parere attraverso giornali e tv, e lo fa. Con coraggio.
Io la faccio dalle pagine del mio blog, che non se lo fila nessuno, inaugurato proprio con un post sui Rom, lo faccio per come sono capace.
E Gad è molto più bravo di me.
Mi/Vi affido alle sue parole per commentare quello che è successo ieri, qui in paese.

http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/expo-2015/citta-vetrina/citta-vetrina.html

postato da: masuria alle ore aprile 02, 2008 14:09 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: memoria, cronache milanesi, vita migrante, il lupo nero
sabato, 06 ottobre 2007

le purghe di Beppe

Scrive, nel suo blog, il Purificatore d’Italia:
“Un Paese non può vivere al di sopra dei propri mezzi. Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L'obiezione di Valium è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? Migrazioni selvagge di persone senza lavoro da un Paese all'altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom.
E' un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Si poteva fare una moratoria per la Romania, è stata applicata in altri Paesi europei. Si poteva fare un serio controllo degli ingressi. Ma non è stato fatto nulla.Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? Chi paga per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari.Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati.” 
Il grassetto è suo. Valium è Romano Prodi.
E’ scritto nella Dichiarazione Universale di Diritti dell’Uomo:
Articolo 7 ”Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.”
Articolo 13 “1.Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. 2.Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese. “
Potrei scrivere un “Vaffan…”  a Beppe Grillo ma non mi piace il suo stile e non lo voglio usare né con lui né contro di lui. La sua  riflessione, o qualcosa di simile, me l’ aspettavo, così come probabilmente se l’aspettava il suo pubblico, per questo suppongo l’abbia ben ragionata e non ribatto se non ricordandogli che esistono anche i “diritti umani”. Poca cosa. Adesso il Beppe Grillo recupererà  un po’ di consenso anche dalla classe politica italiana e potrà infilarsi più o meno in qualsiasi partito, a  meno che voglia fondare il Vaffan..Party ispirato al Roma Ladrona Party.

E con questo cala il sipario su Beppe Grillo nel blog di Fabyd.

postato da: masuria alle ore ottobre 06, 2007 14:20 | link | commenti | commenti
categorie: volgaritĂ , vita migrante, smemorati, il lupo nero
mercoledì, 03 ottobre 2007

una storia vera

Prima di lasciarci Angelo Dell’Orto, detto Romulett, mi ha raccontato questa storia:
“Dalle parti di Viale Sarca, non lontano dalla Villa Torretta, c’era un accampamento di zingari. Gli uomini lavoravano il rame, producevano utensili da cucina per le donne, attrezzi da lavoro per gli uomini e pentole, pignatte, recipienti di ogni tipo, prodotti molto ricercati per la qualità della loro fattezza. Il rame, modellato col fuoco, aveva bisogno dell’acqua per essere raffreddato. Nell’accampamento l’acqua non c’era, così gli zingari chiamavano i bambini che vivevano nella Villa Torretta, mettevano sulle loro spalle delle piccole taniche di ferro con delle bretelle tipo zainetto, i bambini le riportavano piene d’acqua e ricevevano in cambio qualche centesimo che per Romulett e i suoi amichetti erano una vera ricchezza. La sera, dopo una giornata di lavoro, gli zingari, con i loro strumenti musicali, si trasferivano nel cortile della Torretta dove ballavano e suonavano fino a notte, mentre la gente della Torretta, in cerchio intorno a loro,  li guardava incantata”.
Tanta acqua è passata sotto i ponti. I bambini sono cresciuti, invecchiati e molto non ci sono più. La Villa Torretta è stata ristrutturata, gli affreschi restaurati, i muri esterni ridipinti di un colore giallo pallido (“il colore del frumento che si coltivava intorno” mi ha spiegato un anziano) e oggi è un hotel con molte stelle, sale congressi e un bel giardino.
E gli zingari? Si chiamavano Caldarari gli zingari che lavoravano il rame. E Aurari quelli che lavoravano l’oro, i Rudari lavoravano il legno, i Laudari erano musicisti. Portavano il nome della loro arte. Oggi si chiamano “i rom”. La modernizzazione ha distrutto i loro mestieri, la cultura diffusa non ne riconosce i codici e lo stile di vita. Oggi “i rom” sono il gatto nero portatore di sciagure, il capro espiatorio di ogni paura individuale o collettiva. Oggi sono il lupo cattivo cui non si può dare dimora, con cui non si condivide l’acqua, il corpo estraneo da cancellare, se necessario, col fuoco.
La persecuzione, ragionata e irragionevole, contro questo popolo indifeso rievoca la persecuzione contro un altro popolo finita tragicamente. Eppure, dopo lo sterminio di quel popolo, tutti dicevano “mai più”. Dopo.

postato da: masuria alle ore ottobre 03, 2007 18:41 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: memoria, io , vita migrante, smemorati, il lupo nero

Chi sono

Utente: masuria
Nome: Fabiola
Ho la sensazione di essere un personaggio vago, un pò evanescente, mal situato. Vedremo. (A.Giacometti)

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