
Guarda il giorno che nasce !
Poichè è la vita, la vera vita della vita.
Nel suo breve corso
Posano tutte le verità
e le ricchezze della sua esistenza:
La gioia della crescita
La gloria dell'azione
Lo splendore del compimento.
Poichè ieri non è che un sogno
E il domani soltanto una visione.
Ma il vivere bene oggi rende
Ogni giorno trascorso un sogno
Di felicità
e ogni domani una visione di speranza.
Guarda perciò attentamente il giorno che nasce!
Questo è il saluto all'alba !
Namaskar नमसà¥à¤¤à¥‡
Negli anni ’60 ha introdotto lo Yoga in Italia. Seguendo un’intuizione, rivelatasi geniale, di cui molti, tra cui io, non finiranno di essergli grati. E non deve essere stato facile, nell’Italia bigotta e retrograda di quegli altri, proporre, per vivere meglio, parole in sanscrito, posizioni del corpo inusuali, respirazioni controllate, meditazioni fatte non di pensieri (come dice la pubblicità) ma di silenzio. Eppure con pazienza e devozione, per decenni, ha proposto questo, ignorando i detrattori e le calunnie. Ha aperto una nuova strada, offrendo una possibilità a noi occidentali nevrotici paralizzati dal mal di vivere. E l’ha fatto con amore, mettendoci anche in guardia dai rischi del fanatismo. “Lo Yoga è una scienza e insieme un’arte, entrambe suggestive e profonde” diceva. Fino all’ultimo si è prodigato per diffondere uno Yoga libero da dogmi e verità indiscutibili, accessibile a tutti. Questa era la sua missione.
Noi allievi avevamo una profonda stima di lui, e lui di noi. Imparavamo da lui e qualcosa anche lui da noi. Ci accompagnava con umiltà e una sottile ironia, sdrammatizzando il suo ruolo e le nostre paranoie.
Gli raccontavamo tutto e gli attribuivamo poteri soprannaturali.”mi ha letto nel pensiero”,”era come se già lo sapesse” - dicevamo. Sciocchezze. Era semplicemente la sua capacità di capire l’animo umano e le sue difficoltà, per questo la parola che arrivava da lui era sempre quella giusta al momento giusto. E mai una di troppo, a meno che non fosse di incoraggiamento o di aiuto a sciogliere un nodo.
Se camminando mi accorgevo di essere un po’incurvata o di avere le sopracciglia accartocciate mi rilassavo subito perché sapevo cha a lui non sarebbe piaciuto vedermi così. Un maestro può fare anche questo per te: renderti più bello.
Se ne è andato ma non ci ha lasciati nel buio. Ci sono luci che non si spengono. Il suo Istituto si chiamava Adity, come acronimo di Associazione Diffusione Italiana Tecniche Yoga, Adity come le divinità solari dell’Induismo.
Mi è difficile parlare del mio Maestro e di cosa sia stato per me. Mi mancano le parole, i pensieri si confondono e scivolano con le lacrime. Allora affido l’ultimo ricordo ad una dottoressa indiana che disse di lui “Il Maestro Carlo Patrian è come un grande albero carico di frutti che tende i suoi rami verso il basso perché tutti possano raccoglierli”. Questo era il mio Maestro.
Che la terra gli sia lieve.
... per chi suona la campana...
Essere ricchi è sicuramente utile. Si possono soddisfare molti bisogni e molte curiosità. Si può viaggiare lentamente o supervelocemente, si possono mangiare le cose più prelibate o seguire per bene qualunque regime alimentare, un anziano può finire i suoi giorni con una bella e affascinante donna al suo fianco, una anziana può apparire bella e affascinante sui tabloid fino alla fine dei suoi giorni. Si può vivere concentrati sul proprio ombelico, nella bambagia, sotto una campana di vetro e poi andarsene odiati o amati ...
Nonostante questo penso che vivere molto ricchi sia diffcile, noioso, senza emozioni e ci si perdano un sacco di cose interessanti o felicemente puzzolenti come una fetta di taleggio...
Felice e amato se ne andrà chi, con la sua ricchezza, ha creato un'impresa alimentare che produce prodotti biologici (che non inquinano la terra e le acque di tutti) e devolve il ricavato miliardario in opere di utilità sociale in favore degli ultimi.
Lo ha fatto Paul Newman che, quando ci lascerà, ci darà un motivo in più per considerarlo un mito ...
Love is a stranger In an open car
To tempt you in
And drive you far away
And I want you
And I want you
And I want you so
It's an obsession
Love is a danger
Of a different kind
To take you away
And leave you far behind
And love love love
Is a dangerous drug
You have to receive it
And you still can't
Get enough of the stuff It's savage and it's cruel
And it shines like destruction
Comes in like the flood
And it seems like religion
It's noble and it's brutal
It distorts and deranges
And it wrenches you up
And you're left like a zombie
And I want you
And I want you
And I want you so
It's an obsession It's guilt edged
Glamorous and sleek by design
You know it's jealous by nature
False and unkind
It's hard and restrained
And it's totally cool
It touches and it teases
As you stumble in the debris
And I want you
And I want you
And I want you so
It's an obsession

Viaggia la luce delle stelle morte, e grazie al volo del loro fulgore le vediamo vive.
La chitarra, che non dimentica chi è stato il suo compagno, suona senza il tocco della mano.
Viaggia la voce che, senza la bocca, continua a essere.

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno. (G.Rodari)
se ognuno ci metterà un pò del suo sarà un
felice anno per tutti ! ! !



chère INGRID et ses amis
Liberé les ...ils ne sont pour rien
Libéré les....pour un monde de paix
Libéré les....pour un monde de justice
Libéré les....nous sommes tous des frères
Libéré les....nous sommes tous de la famille
Libéré les....Et l faut combattre:
La pauvrété
L' anlphabetisme
L' ignorance
Les maladies
La haine
Libéré les...remplaçons les armes par :
Les idées
Le dialogue
Un autre monde est possible

il 25 dicembre è il compleanno di Ingrid Betancourt
Una coppia stava camminando nella savana, nell’Africa orientale, mentre iniziava la stagione delle piogge. Quella donna e quell’uomo, a dire il vero, assomigliavano ancora parecchio alle scimmie, sebbene ormai camminassero eretti e non avessero la coda.
Un vulcano vicino, ora chiamato Sadiman, stava gettando cenere dal cratere.
La distesa di cenere conservò i passi della coppia, da quel tempo, attraverso tutti i tempi.
Sotto il grigio manto le impronte sono rimaste intatte.
E quei piedi ci dicono, adesso, che quella Eva e quell’Adamo stavano camminando insieme, quando a un certo punto lei si fermò, cambiò strada e fece alcuni passi per conto suo. Poi tornò al cammino condiviso.
Le impronte umane più antiche hanno lasciato il segno di un dubbio.
Qualche annetto è passato. Il dubbio resta.


"Ma petite maman chérie,
mon tout petit frère adoré,
mon petit papa aimé,
Je vais mourir ! Ce que je vous demande, toi, en particulier ma petite maman, c'est d'être courageuse. Je le suis et je veux l'être autant que ceux qui sont passés avant moi. Certes, j'aurais voulu vivre. Mais ce que je souhaite de tout mon cœur, c'est que ma mort serve à quelque chose. Je n'ai pas eu le temps d'embrasser Jean. J'ai embrassé mes deux frères Roger et Rino. Quant au véritable je ne peux le faire hélas !
J'espère que toutes mes affaires te seront renvoyées elles pourront servir à Serge, qui, je l'escompte, sera fier de les porter un jour. A toi petit papa, si je t'ai fait ainsi qu'à ma petite maman, bien des peines, je te salue une dernière fois. Sache que j'ai fait de mon mieux pour suivre la voie que tu m'as tracée.
Un dernier adieu à tous mes amis, à mon frère que j'aime beaucoup. Qu'il étudie bien pour être plus tard un homme.
17 ans et demi, ma vie a été courte, je n'ai aucun regret, si ce n'est de vous quitter tous. Je vais mourir avec Tintin, Michels. Maman, ce que je te demande, ce que je veux que tu me promettes, c'est d'être courageuse et de surmonter ta peine.
Je ne peux pas en mettre davantage. Je vous quitte tous, toutes, toi maman, Serge, papa, je vous embrasse de tout mon cœur d'enfant. Courage !
Votre Guy qui vous aime"
Guy Môquet, 17 anni, comunista