Bokeh

di Fabyd
martedì, 28 ottobre 2008

... una Stella che non brilla, che Stella è ?...

Gli uomini che vivevano nelle caverne ( 'cavernicoli'), pur non sapendo né leggere né scrivere, ci hanno lasciato degli affreschi bellissimi. E siccome erano lungimiranti li hanno dipinti in luoghi ben protetti così che, a distanza di decine di migliaia di anni, oggi, noi, possiamo godere della loro bellezza.

Una (qualchecosa) come la ministra Gelmini, una che sa leggere scrivere e ha pure degli occhiali per vedere bene, una come lei, anche laureata (mi si passi il termine) cosa lascerà ai posteri ? di quale meravigliosa opera del suo ingegno potranno godere le generazioni future ?

postato da: masuria alle ore ottobre 28, 2008 20:12 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: ignobel
domenica, 19 ottobre 2008

…se il buongiorno si vede dal mattino…

Milano è tutta un cantiere. Buchi per i box, buchi per la linea 5 della metropolitana (la 4 verrà dopo la 5) e buchi per le fondamenta di torri torrioni e la Reggia del Faraone (il Palazzo del governatore della Regione) con eliporto. No, non sono ancora i lavori dell’Expo, quelli sono come la linea 4 del metro (dopo). In zona Garbali/Isola c'è una vecchia ciminiera. Apparteneva ad una fabbrica di sapone. Un simpatico reperto di archeologia industriale. Il 20 aprile 2008 lo fotografo


"Il quartiere è sottosopra ma ci sono dei tranquillizzanti cartelli che spiegano i progetti.
Vicino alla ciminiera c’è scritto:
“Nel luogo dove sorgeva la fabbrica dei saponi, costruita alla fine dell’800, sta per sorgere un nuovo centro culturale pubblico progettato da Boeri Studio, che proseguirà l’esperienza culturale della Stecca degli Artigiani grazie al lavoro delle associazioni che si riuniranno nel nuovo incubatore.
L’edificio manterrà la ciminiera dell’antica fabbrica e sorgerà a fianco della Fondazione Catella(…)”
 


19 ottobre 2008. La ciminiera non c’è più.
 


postato da: masuria alle ore ottobre 19, 2008 23:57 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: cronache milanesi
giovedì, 16 ottobre 2008

Caro Roberto fai bene, questo paese non ti merita, come non meritava La Torre, Falcone e Borsellino. Vai via da questa fogna.

Splinder (16/10/2008) Sei piu' giovane di mio figlio, ti scrivo come se fossi tuo zio, vai via, non per la paura, si puo' morire ovunque, vai via perche' questo paese e' morto. Nemmeno 50 anni di potere democristiano, in parte colluso, in parte corrotto, ha ridotto in questo stato il paese. Nella Democrazia Cristiana c'era una solida base onesta, che rispettava la Costituzione oggi non e' piu' cosi'. Non e' piu' Leggi ancora...
postato da: masuria alle ore ottobre 16, 2008 14:12 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie:
sabato, 11 ottobre 2008

www.quirinale.it

 

Gentile Presidente, Le scrivo per chiederle di non firmare il decreto Gelmini. Un Paese moderno ha bisogno di una scuola moderna, capace di capire i bambini , di dare cultura e di trasmettere loro valori duraturi in accordo con la nostra bella Costituzione. Siamo il Paese di Maria Montessori, la sua didattica ce lo invidiano e ce lo copiano in tutto il mondo !! Non possiamo tornare indietro di 100 anni.

postato da: masuria alle ore ottobre 11, 2008 20:24 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: bambini
sabato, 04 ottobre 2008

…le bateau ivre…

C’è un veliero che naviga in mezzo a un Oceano non identificato.
Nella stiva ha i rifornimenti per il viaggio. Nel buio, là sotto, un  manipolo di schiavi se ne prende cura, protegge le derrate alimentari dai topi e altri animali, dalla salsedine, dai furti. Gli schiavi vivono lì, affollati e malnutriti, dormono su pagliericci pieni di zecche. Nulla sanno del mondo in superficie, né sanno dove stanno andando. All’entrata della stiva due uomini armati li sorvegliano. Ogni tanto tra gli schiavi c’è un litigio, gli uomini armati senza abbandonare la loro postazione, tirano un colpo di rivoltella nel mucchio e torna la quiete. A volte un corpo rigido viene fatto scivolare in mare attraverso una piccola apertura, subito richiusa.

Sopra la stiva stanno i rematori. Vestiti tutti uguali, remano in sintonia “uno, due, uno, due, due, uno, due”. E il veliero và. Anche loro sono sorvegliati, ma l’ingranaggio ruota bene e non occorre altro che tenere il tempo: “uno, due, uno, due, uno, due”. I rematori nulla sanno del mondo in superficie, né di quello sotto di loro, né sanno dove stanno andando. Né gli importa di saperlo. Non vedono la luce ma hanno altri benefici. Il cibo non è buono ma è abbondante, l’acqua non manca e ogni 5 giorni è permesso un quarto d’ora di riposo.

In superficie stanno i diretti sottoposti del Capitano. Fanno "ammuina", che più o meno significa "simulano". Simulano di fare qualcosa. Ubbidiscono agli ordini del Capitano. Hanno vari benefici. Donnine, droghette e dobloni a volontà. Ma soprattutto stanno in superficie. Vedono la luce e la luce vede loro. Nulla sanno di quelli che stanno sotto. Non conviene saperlo. Il veliero và e loro sono sopra.

Sul ponte di comando sta il Capitano. Solo. Sempre ubriaco. E’come un ventenne che il sabato sera, impasticcato guida l’auto a tutta velocità, mentre chi viaggia con lui gli urla ‘attento! sei contromano! rallenta! c’è la curva!” Più loro urlano, più lui si eccita e schiaccia forte il pedale dell’acceleratore, finché l’auto va a schiantarsi e crepano tutti, mentre, il più duro a morire, nell’agonia bisbiglia ‘te l’avevo detto…’
Il Capitano vive in un perenne stato di ubriachezza e di eccitamento. Non sa cosa succede nei piani sotto di lui e di fianco a lui. Non sa che, oltre il ponte di comando, sul veliero c’è altro. Il veliero va ed è lui a comandarlo. Viaggia lontano dalle Americhe sia da quella più potente che da quella più sconosciuta, lontano dalla dimenticata Africa e dall’intelligente Asia, lontano dall’Europa educata e colta. Viaggia in un Oceano sconosciuto in balìa dei venti e del Capitano ubriaco, viaggia lontano da tutti, in una folle corsa, lontano anche dal porto da cui è partito, il veliero Italia.

postato da: masuria alle ore ottobre 04, 2008 16:37 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: italiani, venditori di saponette
venerdì, 03 ottobre 2008

... fa un anno che...

Tra un quarto d'ora potrò dire che ho scritto il mio primo post del primo blog della mia vita un anno fa, mentre un quarto d'ora fa ho scoperto che uno dei miei blog preferiti chiude. Non è il primo. Negli ultimi tempi molti hanno lasciato il blog che conoscevo (magari esistono ancora sotto mentite spoglie). Altri non lo aggiornano da tempo. Mi spiace. Erano pochi blog che avevo scelto tra migliaia, perchè sono più amica della qualità che della quantità e mi piace 'tenere un contatto'. Li leggo quasi tutti i giorni anche se commento poco. La maggior parte ha lasciato il blog senza dare spiegazioni. Giusto, in fondo se un blog è un pò un diario, fà dentro e fuori da un cassetto per volare, magari, un giorno, dalla finestra e chi si è visto si è visto. Anche io ho avuto la tentazione di chiudere perchè passo molto più tempo qui. Però no, per ora no. Mi prendo il mio tempo. Scrivo quando mi va. Si, va. E magari ci metto una foto. Quando mi va. 

Il quarto d'ora è passato. Compleanno :-)

postato da: masuria alle ore ottobre 03, 2008 00:01 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: io

Chi sono

Utente: masuria
Nome: Fabiola
Ho la sensazione di essere un personaggio vago, un pò evanescente, mal situato. Vedremo. (A.Giacometti)

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