mercoledì, 01 luglio 2009

AAA ... psicanalista cercasi

Ricevo e inoltro

L'agenzia dove ho lavorato fino a Dicembre ha chiuso e la nuova agenzia dove stavo lavorando è entrata in sofferenza e pertanto recentemente  mi hanno comunicato di non potermi riconfermare il contratto e di dover applicare una riduzione di orario/stipendio anche al personale pregresso. Quindi ora sono ufficialmente disoccupata.
Certo questa non è una grande novità vista la situazione contingente.
 
Purtroppo non vedo molto positivamente il futuro di tutto il comparto turistico e quindi credo sia il caso di considerare qualsiasi settore e con qualsivoglia forma contrattuale, vista la situazione generale.
Ho preparato quindi un curriculum generico che vi allego in copia, qualora veniate a sapere di eventuali opportunità. Fortunatamente buona parte delle mansioni svolte in passato sono assimilabili a quelle di impiegata/segretaria. Se doveste necessitarvi inoltrarlo ad altri, modificatelo pure anche in modo più generico se vi sembra che possa essere più funzionale.
Per avere qualche chance in più ho omesso la data di nascita, comunque saranno 52 anni tra pochi giorni.
 
Poi ovviamente a fine agosto terrò d'occhio internet (anche se avevo già provato nel 2008 con scarsi risultati) e farò il giro delle varie agenzie interinali, ma non volevo trascurare il caro e vecchio passaparola.
 
Ora mi prendo una pausa da godermi con la mia famiglia, ma per qualsiasi cosa chiamatemi al numero xxxxx
Cari saluti e buone vacanze

Poichè questa mail dimostra che la crisi è psicologica, si invita il Presidente del Consiglio Berlusconi Silvio, cialtrone di Stato, bugiardo di Stato, imbroglione di Stato, porco fuori e dentro, a provvedere a sue spese (in denaro, no gadget a farfallina) al pagamento delle parcelle di uno psicanalista per la mia amica. E che peste lo colga. Quanto prima. Lui e quella corte di freaks viscidi microcefali su cui si pulisce la scarpe.

domenica, 28 giugno 2009

... dei colori sgargianti ...

In India ci sono ovunque piccoli altari dedicati alle divinità. Per le strade, in piccole nicchie, nei ristoranti, nelle case private, nelle stazioni, insomma ovunque. Sono ricchi di decorazioni coloratissime, luci, incensi e... quegli spazzolini con le frange dai colori sgargianti lunghi circa 50 centimetri che si vendono nei nostri mercati e si usano per la fare la polvere. La prima volta che li ho visti su un altare sono rimasta basita e ho arricciato il naso. Mi sembrava una profanazione. Mi sono chiesta se gli indiani sapessero quanto poco di sacro ci fosse in quello spazzolino. La contaminazione sacro-profano mi turbava non poco. Ma in fin dei conti lo scopo era quello di decorare con qualcosa di molto colorato, e allora perché no? Probabilmente gli spazzolini sono economici, cosa che in India ha la sua importanza, con poche rupie anche un devoto povero può onorare le sue divinità. E mi sono abituata alla bizzarria.

*

Amo la fotografia. Amo fotografare e amo guardare le fotografie fatte dagli altri. Guardo tutte quelle che mi passano a tiro, comprese quelle pubblicate dai siti di informazione. Queste ultime le guardo con un occhio speciale, più attenta al “linguaggio” e/o ai trucchi che all’aspetto artistico.
Ho guardato, con interesse, anche quelle che riguardano il mondo dorato dello sceicco Berlusconi. Per quanto disgustose siano, dicono cose. Mi sono soffermata su una in particolare, che essendo il fotogramma di un video fatto con un cellulare, non era molto nitida eppure io li ho visti! Si, in quel minuscolo fotogramma ripreso in una delle case dello sceicco porco, in una casa da ricchi, piena di splendide pupattole, durante una festa lussuosa io, giuro, li ho visti: gli scopini dai colori sgargianti. Usati come decorazione. Un’umile sgargiante decorazione. E non so come spiegarmi questa bizzarria.


lunedì, 22 giugno 2009

49.8 %

Sembra uno scherzo. Chi devo ringraziare ?

domenica, 21 giugno 2009

?

...e qual'è il maschile di escort ?

sabato, 20 giugno 2009

"escort"

pensavo fosse un'automobile

lunedì, 15 giugno 2009

... assonanze...

A me, il presidente del Consiglio Italiano Silvio Berlusconi che va in visita dal Presidente degli Stati Uniti d'America Barak Obama, mi ricorda Renzo Tramaglino che dal lago di Como va a Milano dall' Avvocato portando nelle mani due galline per pagargli la parcella.

domenica, 07 giugno 2009

...dell'indicibile (e di chi lo dice)

No, non è normale che un aereo sparisca nell'oceano. Questa sparizione mi ha turbato nel profondo. Vado spesso sul balcone a guardare il cielo, il cielo bello che Milano ci regala in questi giorni, azzurro con le nuvole bianche. Come se potessi congelarlo un attimo prima che un aereo cada, come se fosse sensato cercare in alto qualcosa che sicuramente sta in basso...Come se nel metafisico cercassi una spiegazione a quello che il fisico non sa spiegare. Volevo scrivere un post su questo aereo svanito ma non sapevo cosa dire.

Su Repubblic.it GABRIELE ROMAGNOLI, mette sulla carta le sue riflessioni, più o meno angosciate e angoscianti, ma al momento mi sembra il poco che si possa dire...

"Hanno trovato due corpi, un sedile azzurro, una valigia di cuoio, uno zaino contenente i biglietti con partenza Rio e destinazione Ignoto, ma non ancora una spiegazione. Che cosa è successo al volo AF 447? Che cosa ci insegna il suo tragitto dalla città brasiliana al nulla? Per rispondere proviamo a ripercorrerlo.

L'aereo lascia la pista in condizioni apparentemente normali. Trasporta il consueto carico di vite umane, compresi gli inevitabili passeggeri che non avrebbero dovuto esserci e invece ci sono, al posto di altri che hanno perduto l'aereo e conservato la vita per uno scarto di quel concetto esposto sui tabelloni degli aeroporti sudamericani, laddove alla voce destinazione compare "destino". Niente fa ritenere che sarà un viaggio tempestoso: come si verificherà poi, le condizioni meteorologiche sulla rotta non saranno fuori dalla norma. Le hostess si affannano a eseguire la danza rituale delle istruzioni in caso di incidente. In centinaia di voli effettuati non le ho mai ascoltate una volta. Una voce dentro di me diceva: "Un giorno rimpiangerai questa distrazione".

Ora so per certo che non sarà così: che tutta quella pantomima di giubbotti da gonfiare e maschere da indossare è solo una recita per far credere che esista una seconda possibilità, che chi cade possa risorgere. AF 447 cancella le illusioni. Sul fiume Hudson puoi posarti, sull'oceano solo schiantarti. È una legge: più sali e più ti fai male cadendo. Il giubbotto salvagente è un cerotto mentale, che tuttavia i passeggeri si applicano al decollo. Superato quello, tirano un sospiro di sollievo.


AF 447 abbatte un altro luogo comune: che decollo e atterraggio siano i veri momenti problematici. In mezzo, nulla o quasi può accadere. Salvo che, scopriamo, può accadere tutto. Due giorni fa un noto regista che aveva appena imparato a dominare la paura del volo mi diceva preoccupato: "Credevo di avere il quadro completo delle iatture, guardavo perfino fuori dal finestrino per assicurarmi che non ci fossero papere impazzite che s'infilavano nei motori. Poi mi rasserenavo. Qui son venute fuori altre decine di possibili problemi che non conoscevo".

Finito questo articolo andrò a cena da un cuoco in partenza per New York: ha voluto salutare tutti gli amici in caso di disgrazia. AF 447 ha aumentato in modo esponenziale il timore di quel che può accadere in volo. Attenzione: di quel che può accadere, non di quel che accadrà. L'aereo rimane più sicuro di altri mezzi di trasporto, è noto, ma quel che ci spaventa è l'ignoto e quel volo ne ha aperto la porta. È lì che è andato a finire?

Come? Che cosa è successo sopra l'oceano? Non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai. Quel che sappiamo ora è un sacco di cose che non sapevamo prima. Un elenco di possibili cause fatali. Un fulmine? Può bastare un fulmine a far esplodere una fusoliera? Dio o chi per lui gioca ai videogame? Si può precipitare per eccesso di velocità? O per velocità eccessivamente ridotta? Dobbiamo preoccuparci per la presenza di "cumulonembi particolarmente potenti, benché in fase decrescente"? Il pilota automatico può entrare in sciopero come un qualsiasi comandante affiliato a una delle sigle che non hanno firmato l'accordo Cai? Le scatole nere (l'ultimo feticcio che ci era rimasto sulla strada sbarrata che porta a una qualunque verità) possono staccarsi come ventose male attaccate al parabrezza? Con tutti i controlli di sicurezza negli aeroporti, le scarpe e le cinture nell'apposita vaschetta, i personal computer estratti dalla sacca e separatamente passati ai raggi X, è ancora ipotizzabile una bomba a bordo? Da parte di chi? Non necessariamente barbudos col corano? Anche indipendentisti corsi in vacanza di fine stagione a Ipanema?

Ma soprattutto sappiamo che le presunte autorità non sono affatto autorevoli. Che davanti al disastro additano il primo colpevole. Se non regge, avanti un altro. Al limite, avanti tutti: 24 anomalie segnalate in 5 minuti, tutte possibili. Possibili? AF 447 era un aereo o un discorso di George W. Bush? Si cerca di sdrammatizzare per limitare la fatica di camminare perennemente sul filo dello sdegno. Quando affondò il traghetto Moby Prince l'allora ministro della Marina mercantile Carlo Vizzini si presentò a Livorno e disse che era stata colpa della nebbia e che i soccorsi erano arrivati subito. Poi si scoprì che il cielo era terso e un sopravvissuto aveva atteso quasi un'ora sul ponte in fiamme. Ma quello era un ministro del psdi, un accidente della storia di cui conserviamo più onta che memoria.

Qui vediamo arrivare distinti esperti aeronautici, dirigenti della compagnia aerea che ha un piede e presto due in quella italiana e che la latitanza di Fiumicino e Malpensa ci costringe a prendere per tre voli intercontinantali su quattro. Come dei Vizzini qualsiasi li sentiamo dire: "Pioveva", "Anzi no", "Escludiamo la bomba", "Ma non del tutto". E dov'è finito, al netto di due corpi, un sedile e due bagagli, AF 447? Che cosa lo ha fatto sparire dai radar e dalla logica? Fino al ritrovamento di ieri sera abbiamo sperato. In che cosa? In quel che si ammette quando tutte le argomentazioni ammissibili sono cadute, la scienza fa l'occhiolino a una forma laica di fede e noi cerchiamo, riuscendoci, di sentirci meno soli.

Terminato di scrivere l'equazione che sta alla base della teoria della relatività Einstein depose la penna e sorrise. Non aggiunse altro, ma aveva aperto una porta. Oltre la soglia c'era il multiverso, l'insieme di universi paralleli a quello nel quale ci troviamo, potenzialmente infiniti, talora interagenti. Quella soglia è stata spesso varcata: da Alice attraversando uno specchio, dai ragazzini della saga di Narnja entrando in un armadio, dai personaggi di Borges, dalla frustrazione del Candido di Voltaire ("Se questo è il migliore dei mondi possibili, allora dove sono gli altri?").

Nel curioso film "Donnie Darko" il viaggio nel multiverso comincia con la caduta di parti di aereo su una casa nel cuore dell'America. Scartate le 24 anomalie simultanee, la "nebbia di Vizzini", i terroristi corsi, il "potente cumulonembo" e volendosi dare una spiegazione consolatoria, questa, sentite le altre, era diventata non meno plausibile. Perché no? Si è aperta una finestra spazio-temporale e AF 447 ci si è infilato dentro. Se gli universi paralleli sono infiniti c'è questo in cui l'Airbus scompare nel nulla, ce n'è uno per ogni anomalia e ce n'è uno dove continua a volare, il comandante è saldo alla cloche, il pilota automatico squittisce segnalando a regolari intervalli la sua efficienza, il cielo è limpido, le hostess distribuiscono bevande e rassicurazioni: "In caso di turbolenza, allacciate le cinture e slacciate la logica. Andrà tutto bene, abbiamo infinite possibilità".

Ma quei ritrovamenti a 900 chilometri dall'arcipelago Fernando de Noronha ci costringono a un altro brusco atterraggio. O i corpi ritrovati appartengono agli unici due passeggeri scettici a bordo, per i quali la finestra si è chiusa, o siamo tutti condannati a restare in questo universo, unico e largamente imperfetto, dove qualsiasi cosa può accadere senza che nessuno ce ne dia conto, i governanti mentono sapendo di farlo, gli esperti sparano nel mucchio delle evenienze sperando di azzeccare quella giusta, le scatole della verità sono vuote e chiunque ci dica che esiste una via d'uscita è solo una signorina soave, ma soprattutto pagata per farlo."

martedì, 02 giugno 2009

... prima della fine ...

"Oggigiorno la gente non rispetta più nulla. Una volta mettevano sul piedistallo la virtù, l'onore, la verità e la legge... La corruzione dilaga nella vita americana dei nostri giorni... Dove non si ubbidisce a un'altra legge, la corruzione è l'unica legge. La corruzione sta minando questo paese. La virtù, l'onore e la legge sono scomparse dalla nostra vita." (dichiarazione di Al Capone al giornalista Cornelius Vanderbilt Jr. Intervista pubblicata sulla rivista Liberty il 17 ottobre 1931, alcuni giorni prima che Al Capone fosse arrestato) 

venerdì, 29 maggio 2009

... delle pagliuzze altrui e delle proprie travi ...

Durante l'ultimo governo Prodi fu preannunciato uno scandalo che riguardava un politico del centro-sinistra. L'Italia lo aspettava con l'acquolina in bocca.Lo scandolo si materializzò in un paio di fotografie. Non rappresentavano un anziano importante  e sposato (recidivo) uomo politico che tiene per mano e/o sulla ginocchia delle giovani ragazze, ma molto più semplicemente il portavoce di Prodi, Silvio Sircana che, dall'interno dell'auto, guardava con curiosità un travestito. APRITI CIELO !!! Un vero scandalo ! Il pover'uomo fu messo alla berlina e, dalla destra alla sinistra, si invocarono, come una forca, le sue dimissioni. Silvio Sircana non le diede.

* guardare un travestito è come guardare la vetrina di un sexy-shop. Chi non ha mai guardato quella di Corso Ticinese ? E' divertentissima ! E al momento, guardarla, non costituisce reato.

* Silvio Sircana non tiene famiglia e non ne fà l'apologia manifestando sulla pubblica piazza in sua difesa.

* Silvio Sircana non mentì e non negò perchè non aveva nulla da nascondere, nè come "peccato" morale, nè come "peccato" legale nè come "peccato" politico.

Cribbio !

 

mercoledì, 20 maggio 2009

THE UNTOUCHABLE

Corrompe un avvocato inglese (colpa della sinistra)
Fonda un “partito” con un condannato per mafia (colpa della sinistra)
E’ alto un cazzo e una cartavelina
(ops!)
Si iscrive alla Loggia P2 (colpa della sinistra)
Ha 72 anni
(colpa della sinistra)
Falsifica bilanci
(colpa della sinistra)
Frequenta minorenni (colpa della sinistra)

E quanto ci si incazza !!! argrrrr !!! §*k#1816b&@#
Cribbio !

venerdì, 15 maggio 2009

è fortezza

è

Le statistiche dicono che sono molti i poveri del mondo, ma i poveri del mondo sono molti di più dei molti che lo sembrano.
La giovane ricercatrice Catalina Alvarez Insùa ha indicato un criterio utile per correggere i calcoli: 'I poveri sono coloro che trovano la porta chiusa', disse.
Quando formulò la sua definizione, lei aveva tre anni. L'età migliore per affacciarsi al mondo e guardare.(E.Galeano)

giovedì, 14 maggio 2009

erano nere ...

portavano ordine e sicurezza. Adesso sono verdi

... le camicie 

lunedì, 11 maggio 2009

POSTI RISERVATI

Il principale quotidiano finlandese "Helsingin Sanomat" oggi scrive:"Berlusconi, vergogna d'Europa".

Prima di tutto però, per me che sono italiana, è vergogna d'Italia e di italiani.

La Finlandia è un piccolo Paese (solo 6 milioni di abitanti) tuttavia stà nell'Unione Europea a pieno titolo e soprattutto con l'educazione che in tutto il mondo non fa notizia perchè è normale (sappiamo bene come si esprimono e si comportano i nostri Ministri della Repubblica).

Bene la Finlandia l'ha detto chiaro. Spero che sia l'inizio di un percorso di apertura degli occhi da parte di tutta la diplomazia europea. Troppa diplomazia può nuocere, all'Italia e all'Unione, che essendo una comunità non può essere lo zimbello di uno solo.

Quello che sta succedendo in Italia non è solo vergognoso. E' vomitevole e fa male al cuore. Il "bombardiamo le carrette con gli emigranti", proposto da Umberto Bossi anni fa, sta diventano una realtà. Molti degli emigrati respinti verranno uccisi, altri più fortunati finiranno in schiavitù. Si, queste navi che tornano in Libia è come se fossero bombardate.

 Noi italiani siamo assefuatti al porcile governativo e sappiamo che può solo peggiorare. Ma chi guarda da fuori, chi non è direttamente coinvolto, l'allarme lanciato dalla Finlandia lo deve raccogliere. In Italia si stanno promulgando leggi razziali. Neanche tanto velatamente, la marmaglia fascista e leghista urla e dispone di molti mezzi di comunicazione. E anche a questa comunicazione nelle mani di uno solo deve dare un taglio.

Si svegli la comunità internazionale e con voce sola chiami l'Italia, Berlusconi e suoi tirapiedi con il loro vero nome. E soprattutto, prenda provvedimenti. Non vorrei un giorno, sentir dire "non avevamo capito". Nè tanto meno vorrei sentire "ubbidivamo agli ordini dello Stato" come fecero i nazisti al processo di Norimberga (poi furono tutti impiccati). 

Se vi capita di vedere un cestino della monezza pieno di rifiiuti schifosi, metteteci sopra un cartello:

POSTO RISERVATO A SALVINI  

mercoledì, 06 maggio 2009

Nel 2059: pagina 25 del Corriere della Sera, un trafiletto:

(Milano). Una casalinga scopre che il marito vive una vita extra-coniugale circondato da donne più o meno giovani. Poichè il marito ostenta pubblicamente il suo virilismo, la moglie gli dà publicamente del "porco" e chiede il divorzio. In Tribunale l'uomo viene condannato a pagare gli alimenti alla moglie, mentre lei viene autorizzata a prenderlo a pedate nel culo. Pubblicamente.

venerdì, 01 maggio 2009

BUON PRIMO MAGGIO !

 

Buon 1° maggio ! Have a nice 1st may !

Getteremo ponti sui fiumi più larghi e su abissi più profondi. Costruiremo ponti nuovi, più grandi e migliori, e saranno ponti che non congiungeranno centri stranieri con le province oppresse, ma uniranno le nostre terre tra loro e il nostro Stato con tutto il resto del mondo. Perché, su questo ormai non c’è dubbio, è nostro destino attuare ciò cui hanno aspirato le generazioni che ci hanno preceduto: uno Stato nato nella libertà e fondato sulla giustizia, come una parte del pensiero divino attuato sulla terra. (I.Andrić)

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Lei è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A che cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare.(Eduardo Galeano)

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